Firenze, 27 gennaio 2013. “Nel giorno della memoria, giorno della società civile, il nostro compito come Comunità ebraica è di testimoniare ed essere presenti affinché le nuove generazione ricordino e conoscano. Questo affinché si sviluppi una vera coscienza storica perché quello che è stato non accada nuovamente, per nessuno e mai più.” – con queste parole Sara Cividalli, presidente della Comunità ebraica di Firenze ha commentato stamani la partenza del Treno della Memoria organizzato dalla Regione Toscana, partenza avvenuta dal binario 16 della Stazione ferroviaria di Santa Maria Novella e a cui hanno partecipato oltre 500 studenti toscani di 82 scuole superiori e 3 università.

“Sono molto turbata ed il mio cuore è pesante. Da qui partirono nel novembre del 1943 oltre 300 ebrei ammassati nei vagoni con destinazione Auschwitz. Da qui sono partiti i cugini di mia madre, i loro figli ancora bambini, di qui sono partiti tanti parenti, una grande famiglia che non ho mai conosciuto. – ha continuato Cividalli. – Già dal settembre del 1943 si era scatenata a Firenze la caccia all’uomo da parte dei tedeschi, caccia all’uomo che portò alla deportazione di centinaia di persone. Non dobbiamo negare e sottovalutare anche la responsabilità italiana, non solo del governo centrale, ma anche della burocrazia locale e dei singoli e questo rende ancor più grato il nostro ricordo di coloro che a costo di gravi rischi e sacrifici personali salvarono tante vite.”

Delle centinaia di ebrei da qui deportati  tornarono indietro solo quindici persone, dei numerosi bambini non vi fu nessun superstite. “Questi sono i fatti che dobbiamo ricordare e raccontare ai nostri ragazzi – ha ammonito Cividalli – perché solo con la conoscenza di quello che è stato, possiamo formare una generazione futura che sappia evitare le discriminazioni di ogni tipo verso il prossimo. La memoria deve rappresentare uno strumento contro ogni forma di razzismo e di xenofobia”.

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