Data 19-20 novembre
Parashà | Wayishlach
Accens. candele 16.28
Minchà e Arvit Venerdì 16.30
Shachrit 9.00
Minchà 16.15
‘Arvit 17.20
Motzaè Shabbat 17.31
Commento alla Parasha:


Nel famoso episodio della lotta di Yaaqov con l’angelo avvinghiandosi ad esso, il testo dice “E (l’angelo) vide che non aveva potere su di lui e toccò l’estremità del suo femore”. Rabbì Ovadyà Sforno dà un’interpretazione interessante di questo particolare. L’angelo si accorge di non potercela fare nella lotta con Yaaqov finché quest’ultimo gli è avvinghiato. Finché Yaaqov mostra attaccamento a Dio nel pensiero e nelle proprie espressioni, l’angelo non può colpirlo. Maimonide dice che non tutti i profeti erano in grado di mantenere attaccamento a Dio in ogni momento così come ne erano in grado i patriarchi e Moshè. 
Resosi conto di questo, l’angelo tocca le gambe di Yaaqòv. Secondo Sforno le gambe rappresentano le future guide di Israele, e Yaaqòv si rende conto delle colpe di cui essi saranno responsabili. Yaaqòv si preoccupa di questo e in quel momento il suo pensiero diverge. Quando una persona pensa alle proprie necessità, anche a quelle più importanti, necessariamente il proprio pensiero si distoglie dal proprio rapporto con Dio. È umano e ineluttabile. E, ancora di più, il rapporto con Dio richiede uno stato di contentezza. Il pensiero verso le colpe della propria discendenza causa tristezza in Yaaqòv e di conseguenza anche l’attaccamento a Dio si riduce in quel momento. Quanto basta per essere colpito dall’angelo.
L’attaccamento al Signore può anche darci un senso di grande forza, quasi di invulnerabilità. Ma non possiamo non rivolgere lo sguardo verso i nostri simili e non essere partecipi anche delle loro cadute. Prima di diventare Israel, Yaaqòv deve capire, sulla sua pelle e sulle sue ossa, questa caratteristica fondamentale del popolo ebraico.

Shabbàt Shalom – Gadi Piperno

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