Data 11-12 Gennaio
Parashà | Bo
Accens. candele 16.40
Minchà e Arvit Venerdì  16.45
Shachrit 8,45
Minchà 16.30
‘Arvit 17.35
Motzaè Shabbat 17.46

Commento alla Parashà

da Rav Piattelli di SIENA – Parashat Bo
È scritto in Ezechiele (16: 22): “Io passai verso di te, e vedendoti rotolare nel sangue ti dissi. Nel tuo sangue vivi! Nel tuo sangue vivi!”.

La frase “Nel tuo sangue vivi!” è ripetuta due volte, poiché per merito del sangue del berit milà e per quello del sacrificio pasquale gli ebrei furono redenti dall’Egitto -e lo saranno anche in futuro. Infatti D-o accennò a Mosè di mescolare insieme i due tipi di sangue e mettere questa miscela sull’architrave e sugli stipiti delle porte. Da notare che nel verso di Ezechiele è scritto בדמיך [nel tuo sangue al plurale – in italiano “sangue” è solo al singolare, ma in ebraico dam al plurale è damim]. Gli ebrei, quando si apprestarono a uscire dall’Egitto, vollero essere considerati un popolo e allora dovettero accettare l’ עול מלכותו (il giogo del regno di D-o) e l’ עול מצות (il giogo dei precetti). Osservando il berit milà era come accettare “il giogo del regno di D-o”, in quanto posero sulla loro carne il sigillo di Kadosh Baruch U. Quando scannarono un capretto (che era un animale sacro per gli egiziani) rifiutarono l’idolatria, che è un precetto basilare della Torà. Se il berit milà ancora oggi si osserva, dopo l’uscita dall’Egitto non si dovrà più segnare con il sangue l’architrave e gli stipiti. Ma è importante considerare invece quello che queste due azioni rappresentano. E cioè che si devono accettare in perpetuo sia il giogo del regno di D-o che quello delle mizvot. In che modo? Per tutte le generazioni future ci è stato comandato di fissare la mezuzà sugli stipiti delle nostre porte. Com’è noto, la pergamena contenuta nell’astuccio della mezuzà contiene due brani. Il primo di essa, che è shemà, è l’accettazione del “giogo del regno di D-o” e corrisponde al sangue del berit milà. Il secondo brano veaijà im shamo’a, che tratta dell’impegno a osservare le mizvot, è in parallelo al sangue del capretto.
Shabbat Shalom – Crescenzo Piattelli
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da Rav Spagnoletto 
Con la parashà di Bo si giunge al vero e proprio Esodo degli ebrei, non prima che si siano abbattute le ultime tre piaghe delle cavallette, del buio e della morte dei primogeniti.
Dalla aggadà ci è noto che Rabbi Yehudà aveva un metodo mnemonico per ricordarsi le piaghe:
דצ”ך עד”ש באח”ב
Ma che si nascondo dietro questo acronimo?
Tra i commentatori italiani, riportiamo l’opinione di Ribbi Biniamin fratello di R. Zidqià ben Avraham Ha-Rofè Min Ha-anavim autore quest’ultimo di uno dei compendi di alachà di riferimento per la definizione del rito italiano intitolato Shibolè Ha-Leqet. Entrambi vissero nel XIII secolo e furono a capo dell’accademia rabbinica a Roma.
וַאֲחִי ר’ בִּנְיָמִין נר”ו כְּ’ לְפִי שֶׁהַמַּכּוֹת יֵשׁ מֵהֶן שֶׁהָיוּ בְּהַתְרָאָה וְיֵשׁ מֵהֶן שֶׁהָיוּ שֶׁלֹּא בְּהַתְרָאָה לְפִיכָךְ בָּא ר’ יְהוּדָה וְנוֹתֵן סִימָנִין הַלָּלוּ לַחֲלֹק וּלְהוֹדִיעַ אֵי זֶה מֵהֶן הָיוּ בְּהַתְרָאָה וְאֵי זֶה מֵהֶן הָיָה בְּלֹא הַתְרָאָה לְכָךְ הִפְלִיג תֵיבַת דצ”ך ד”צ בְּהַתְרָאָה ך’ בְּלֹא הַתְרָאָה וְכֵן עד”שׁ ע”ד בְּהַתְרָאָה שׁ’ בְּלֹא הַתְרָאָה באח”ב ב”א בְּהַתְרָאָה ח’ בְּלֹא הַתְרָאָה בּ’ אַחֲרוֹנָה בְּהַתְרָאָה:
Mio fratello Ribbi Biniamin ha scritto che le piaghe si distinguevano fra quelle che erano anticipate da un avvertimento (al faraone) quelle che vennero inviate senza alcun annuncio. L’acronimo fa da distinzione fra le une e le altre. E quindi: sangue e rane con avvertimento, pidocchi senza.  E cosi via per le altre due sigle.
La parola di questa settimana è הַתְרָאָה hatrahà: avvertimento. Un termine di estrema importanza nel diritto penale ebraico. Infatti, la possibilità di comminare le pene previste dalla Torà da parte di un tribunale e quindi di condannare il reo, è vincolata alla sussistenza della hatrahà, ossia di qualcuno che mette in guardia il soggetto prima di commettere il delitto sulla norma che si accinge ad infrangere.
Bon shabbad – Amedeo

Showing 2 comments
  • Cindy Fowler
    Rispondi

    We will be visiting Florence and I wanted to know if you have a community service for Kol Nidre that my family can attend?

    • Comunità ebraica
      Rispondi

      Hi Cindy, Kol Nidrè and ‘Arvit will be at 19.15.
      I suggest you to arrive sooner and not to bring bags or phone with you

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