Data  12-13 gen. 2018
Parashà | Vaerà
Accens. candele 16.42
Minchà e Arvit Venerdì 16.45
Shachrit 8,45
Minchà 16.30
‘Arvit 17.35
Motzaè Shabbat 17.48

Commento del Rabbino
La Parasha’ di Shemot si conclude con Moshè colto da un momento di demoralizzazione. Il suo intervento, non solo non ha migliorato la condizione degli ebrei ma l’ha gravemente peggiorata per questo  è bersaglio di feroci accuse da parte delle autorità del popolo. Un po’ come tutti noi quando nella vita ci poniamo obbiettivi difficili e durante la strada incontriamo difficoltà impreviste e ci chiediamo chi ce l’ha fatto fare. Ma arriva subito la novità. Iddio conferma l’intenzione che di lì a poco agirà con forza, mettendo in pratica le assicurazioni  di libertà, prole numerosa, possesso della terra, le promesse fatte ai patriarchi secoli prima , mai o solo parzialmente realizzate.  וַיְדַבֵּר א להים, אֶל-מֹשֶׁה; וַיֹּאמֶר אֵלָיו, אֲנִי יוָה.  ג וָאֵרָא, אֶל-אַבְרָהָם אֶל-יִצְחָק וְאֶל-יַעֲקֹב–בְּאֵל שַׁדָּי; וּשְׁמִי יְ וָה, לֹא נוֹדַעְתִּי לָהֶם.  ד וְגַם הֲקִמֹתִי אֶת-בְּרִיתִי אִתָּם, לָתֵת לָהֶם אֶת-אֶרֶץ כְּנָעַן אֵת אֶרֶץ מְגֻרֵיהֶם, אֲשֶׁר-גָּרוּ בָהּ.  ה וְגַם אֲנִי שָׁמַעְתִּי, אֶת-נַאֲקַת

בְּנֵי יִשְׂרָאֵל, אֲשֶׁר מִצְרַיִם, מַעֲבִדִים אֹתָם; וָאֶזְכֹּר, אֶת-בְּרִיתִי
Dio parlò a Moshè e gli disse: “Io sono il SIGNORE ! [3]Sono apparso ad Avraham , a Izkhaq , a Ya’akov come SHA–DAY, ma con il mio nome di HASHEM non mi son manifestato a loro. [4]Ho anche stabilito la mia alleanza con loro, per dar loro il paese di Canaan, quel paese dov’essi soggiornarono. [5]Sono ancora io che ho udito il lamento dei figli d’Israele asserviti dagli Egiziani e mi sono ricordato della mia alleanza”
.
Impariamo così che i singoli nomi di Dio rappresentano anche l’atteggiamento prevalente con cui egli si rivela agli uomini.  Speranza, onnipotenza, promessa, il giudizio, l’amore, la solerzia a mettere in pratica.

Rashi scrive:
נֶאֱמָן לְשַׁלֵּם שָׂכָר טוֹב לַמִּתְהַלְּכִים לְפָנַי. וְלֹא לְחִנָּם שְׁלַחְתִּיךָ, כִּי אִם לְקַיֵּם דְּבָרִי שֶׁדִּבַּרְתִּי לָאָבוֹת הָרִאשׁוֹנִים. וּבַלָּשׁוֹן הַזֶּה מָצִינוּ שֶׁהוּא נִדְרָשׁ בְּכַמָּה מְקוֹמוֹת: “אֲנִי ה'” – נֶאֱמָן לְהִפָּרַע, כְּשֶׁהוּא אוֹמֵר אֵצֶל עוֹנֶשׁ, כְּגוֹן וְחִלַּלְתָּ אֶת שֵׁם אֱלֹהֶיךָ אֲנִי ה'”. וּכְשֶׁהוּא אָמוּר אֵצֶל קִיּוּם מִצְוֹת, כְּגוֹן “וּשְׁמַרְתֶּם מִצְוֹתַי וַעֲשִׂיתֶם אוֹתָם אֲנִי ה”. נֶאֱמָן לִתֵּן שָׂכָר
(HASHEM  significa)   Fedele a ricompensare coloro che mi seguono . Non per niente ti ho affidato  questa missione ! Ma per mettere in pratica la parola detta ai primi patriarchi. 
Proprio così va spiegata la frase ANI HASHEM  presente  in tanti  brani.  Sono puntuale a  ripagare. Come quando è detto a proposito di una punizione:  “ed avrai profanato il nome di Dio, io sono HASHEM”, e così quando è scritto a proposito dell’osservanza delle mizvot: “osserverete le mie mizvot e le farete, io sono HASHEM”.

Le parole da ricordare questa settimana sono quelle presenti nel nostro breve brano per definire Iddio.

EL-OHIM , HASHEM (il nome di quattro lettere), SHA-DAY , L’Onnipotente. Nel Sefer Torà, come in altri testi ove è lecito scrivere questi nomi, essi non possono essere cancellati, per il loro valore sacro. Un volume che li contenesse e fosse in condizioni inservibili deve essere messo in GHENIZA’   un magazzino di documenti e testi sacri inutilizzati.
Altri nomi divini oggetto di medesima tutela sono EL-HOA, ZEVA-OT , E-L., EHY-E ‘ .

Buon shabbat  – Amedeo

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