Data15-16 giugno 2018
Parashà | Qorach
Accens. candele 20.41
Minchà e Arvit Venerdì  19.30
Shachrit 8,45
Minchà 20.30
‘Arvit 21.40
Motzaè Shabbat 21.54

Commento alla Parashà

​Nella pasrashà la ribellione di Korach e dei suoi accoliti ha uno spazio importante tanto che è proprio da lui che prende il nome. La punizione non tarda a venire, prima sul gruppo più ristretto di dissidenti mossi da ambizioni personali e non dalla voglia sincera di cambiare l’equilibrio di poteri e di responsabilità all’interno del popolo, e poi verso i tanti che si lasciarono influenzare e si unirono al partito di Korach.
Quando Dio dichiara la prima volta di volerla far finita con tutto il popolo si alza forte l’appello di Moshè ed Aron che implorano:
וַיִּפְּלוּ עַל-פְּנֵיהֶם, וַיֹּאמְרוּ, אֵ.ל, אֱל.ֹהֵי הָרוּחֹת לְכָל-בָּשָׂר:  הָאִישׁ אֶחָד יֶחֱטָא, וְעַל כָּל-הָעֵדָה תִּקְצֹף
“caddero faccia a terra e dissero, Dio degli Spiriti, di tutte le creature, per un uomo che pecca, scagli la Tua ira contro tutta la comunità?”
 


Una preghiera di giustizia, già evocata in forme simili da Abramo. Ma che purtroppo, ai nostri semplici e limitati occhi, non trova sempre una chiara risposta.
Già in un altro brano della Torà, quello della manna raccolta nel giorno del sabato da qualcuno, i lettori sono stati testimoni di una punizione che ha compreso anche coloro che, apparentemente non erano responsabili della trasgressione, tanto che a quell’episodio si addice secondo il talmud un detto: “insieme alla gramigna, viene colpito anche il cavolo buono”.
 
Ma tornando alla nostra parashà, Rashì, prendendo in prestito il midrash Tanchumà, spiega l’implorazione dei due fratelli lì dove dicono “Dio degli spiriti”:
יוֹדֵעַ מַחֲשָׁבוֹת; אֵין מִדָּתְךָ כְּמִדַּת בָּשָׂר וָדָם, מֶלֶךְ בָּשָׂר וָדָם שֶׁסָּרְחָה עָלָיו מִקְצַת מְדִינָה, אֵינוֹ יוֹדֵעַ מִי הַחוֹטֵא, לְפִיכָךְ כְּשֶׁהוּא כוֹעֵס נִפְרָע מִכֻּלָּם, אֲבָל אַתָּה לְפָנֶיךָ גְלוּיוֹת כָּל הַמַּחֲשָׁבוֹת וְיוֹדֵעַ אַתָּה מִי הַחוֹטֵא
 
“Colui che conosce i pensieri.  Il Tuo metro non è uguale al metro degli uomini. Un re a cui si ribella una parte di una nazione, non sa chi ha peccato e quindi quando si adira la fa pagare a tutti, ma Tu, che hai tutti i pensieri rivelati, sai bene chi ha peccato”
 
Questo appello, è quello che eleviamo all’Eterno immancabilmente quando non riusciamo a dare risposta alle tragedie piccole e grandi che ci circondano. Il solo problema è che pretendiamo di vedere combaciare il parametro nostro con quello del Cielo! 
 
La parola di questa settimana è  מידה che significa misura, metro, proporzione. Un sistema, non il solo, a cui si adegua l’Eterno nel Suo agire, secondo i maestri, è quello della מידה כנגד מידה , legge cosiddetta del contrappasso. Si pensi ad esempio al Faraone, ha iniziato gettando i figli maschi nell’acqua del Nilo è verrà colpito prima con la piaga dell’acqua del fiume che si trasforma in sangue, e poi trovando la morte nell’acqua nel mar Rosso. In ebraico la middà è anche più banalmente la misura da scegliere quando si compra un abito.  Ma è anche usato per indicare la qualità nel senso, la virtù di una persona. Dell’Eterno, sono riconosciute le 13 middot, attribuiti che ripetiamo quando chiediamo il perdono di Kippur più che mai, e che ricordiamo alla fine della filastrocca Chi sapesse, chi intendesse.
 
Bon shabbat –  Amedeo  

Leave a Comment

Contattaci

Not readable? Change text.
0

Start typing and press Enter to search